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Lunedì 06 Feb 2012
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Il Restauro

La Chiesa di San Calogero da alcuni particolari costruttivi, si ritiene che venne costruito o rifatto intorno al XIII e XIVs ecolo, è comunque certo che si parla del tempio in uno scritto dell'inizio del XVI secolo quando il Vescovo Pietro d'Aragona e Tagliavia fece una visita pastorale in città.

Durante questi secoli i lavori di ristrutturazione e adattamento si sono susseguiti negli anni anche se di tutte le opere fatte molte non ci sono note. La Chiesa all'interno misura 21,20 m. in lunghezza e 9 m. in larghezza, è divisa in tre navate da una fila doppia di 6 colonne corinzie ed è chiusa da un'abside rettangolare con le cappelle incavate quasi sullo stesso piano; il tutto si presenta come un complesso architettonico sobrio, luminoso ed elegante che fa pensare ai colonnati e alle logge bramantesche. I

l simulacro di San Calogero è collocato nella nicchia dell'absiola centrale ornata di stucchi assai fini che la tradizione vuole della scuola dei Serpotta. Nel XX secolo i primi lavori di restauro furono eseguiti nel 1938 dal rettore Can. Beniamino Lauricella il quale fece riscoprire le antiche finestre monofore della parte ovest, chiuse dal 1659, rinnovò completamente la facciata riportandolo a quello che doveva essere lo stile primitivo della chiesa e solo due anni dopo furono collocate le cornici esterne dei due portali.

Sul prospetto principale in una elegante nicchia il Santo è rappresentato nell'atteggiamento tradizionale, con una cerva ai piedi. Dal 1950 il nuovo rettore mons. Francesco Sortine continuò l'opera di consolidamento del tempio eliminando l'umidità dalle fondamenta che stava danneggiando irreparabilmente le strutture portanti, ha provveduto a fare rifare gli intonaci interni ed esterni e rifece il pavimento. Si deve alla sua opera certosina se l'artistico altare in legno, vero gioiello del genere, fu recuperato da un deposito e ristrutturato da maestri artigiani locali e ricollocato al posto di quello in marmo.

Altri lavori importanti sono stati quelli di dotare la Chiesa di impianto d'illuminazione, di impianto di amplificazione, di un moderno organo corale e di un sistema di campane tubolare con amplificazione elettronica con diffusione ad altoparlanti. Negli anni '69-71 l'abside, la cupola e le cappelle sono state arricchite di mosaici, affreschi e decorazione in oro zecchino. Nel 1977 la Chiesa venne elevata a Santuario dal Vescovo mons. Giuseppe Petraia.

Dal 1984 l'attuale rettore, mons, Lucio Li Gregni, ha continuato l'opera di valorizzazione del Santuario facendo rifare i tetti e gli intonaci deteriorati e sostituendo i portoni, realizzando una grande vetrata centrale, stile cattedrale, la scalinata laterale con annessa ringhiera, la porta d'ingresso della sacrestia, il tutto in legno pregiato e in stile con l'altare maggiore. Degna di considerazione è la realizzazione della nuova "Via Crucis" i cui pannelli, collocati sulla parete sinistra, formano un'insieme d'intensa misticità.

Dal 1999 il Santuario è stato interessato da lavori di rifacimento totale dei tetti, di pitturazione totale esterna ed interna, infatti, per l'adeguamento alle normative CEE 'impianto elettrico è stato ricostruito in toto e si è dotato il tempio di impianto d'allarme ed antincendio. Anche i locali della Sacrestia ed annessi sono stati ristrutturati, con la realizzazione di controsoffittature e di porte e scaffali in stile, con particolare valorizzazione dell'esposizione degli "ex voto".