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Sabato 31 Lug 2010
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La Festa

Tante sono le tradizioni che vogliono i festeggiamenti, negli anni passati, ricchi di manifestazioni che nel tempo e per tante ragioni si sono perse nei ricordi e perciò in questo capitolo vi vogliamo raccontare come oggi si svolgono fino alla seconda domenica di luglio. Questi iniziano il venerdì antecedente la prima domenica con l'intensificazione delle funzioni religiose in Santuario per l'accoglienza dei fedeli che iniziano i pellegrinaggi al Santo e inizia, nel pomeriggio, l'Ottavario predicato che vede il tempio gremito di fedeli; viene inaugurata l'illuminazione straordinaria della città e i tamburi caratteristici girano per tutte le strade annunciando, con il loro suono l'avvicinarsi della festa, e nelle strade vicine delle bancarelle, con prodotti di tutti i generi principalmente dolciari, ricordano a tutti il momento festoso.

Il sabato è dedicato al nobile gesto della donazione del sangue per i bisogni degli ammalati e per le vie cittadine, oltre ai tamburi, una delle due bande musicali allieta i cittadini con musiche tradizionali e in serata, nel sacrato della Chiesa, esegue un concerto; nel Santuario le funzioni religiose si intensificano ed in particolar modo il rito della benedizione del tradizionale pane che i devoti fedeli fanno preparare per le grazie ricevute e che utilizzano per donarlo ai poveri o a chi lo chiede in devozione o lo offrono al Santo, durante la processione diurna della domenica, per ricordare l'antica tradizione che vuole San Calogero mendicare alimenti per gli ammalati di peste.

Il programma della prima domenica inizia con la tradizionale "Fiera degli equini, bovini, ovini Se attrezzi agricoli" che richiama ai cittadini le origini dell'antica comunità contadina. iL'"alborata" o sparo di mortaretti, ricorda a tutti che finalmente l'incontro con il Santo per le strade è imminente e successivamente per le strade i tamburi e le bande intensificano il [messaggio.


In Santuario tutte le attività religiose si susseguono con una partecipazione che è davvero commovente, vi assicuro che mancano posti per potere accogliere tutti i fedeli. Di pane se ne benedice a quintali e davanti la Chiesa molti devoti lo chiedono con devozione. Alle 12 in punto II Santo, deposto dal suo abituale posizionamento sull'abside e fissato da robusti perni sulla "vara", viene portato a spalla in processione, in mezzo ad una marea di folla commossa e pregante ed accompagnato dalla banda musicale, per il tradizionale percorso dai "devoti portatori" che, per la fatica ed il gran caldo, a diecine si alternano alle aste dovendo i più, per grazia ricevuta, soddisfare una promessa.

Al calar della sera e sempre in processione, ma con il Santo collocato su di un mezzo motorizzato, si ritorna verso la Chiesa e intensi sono i momenti di preghiera a cui partecipano molti fedeli che ai lati della strada o situati dopo il Santo pregano con tanto fervore; intervallati alle preghiere le bande musicali eseguono pezzi d'opera. Prima del ritorno al Santuario è tradizione che vengano eseguiti dei giucchi pirotecnici che volgarmente sono denominati "a maschiata di San Calò" a cui gli agrigentini, fin da tempi remoti, tengono tanto.
Finalmente si giunge al Santuario e il Santo viene rientrato in Chiesa viene riposto sull'altare per essere commoventemene ringraziato dai fedeli con urla di gioia ed invocazioni. Durante i giorni della settimana successiva in Chiesa si svolgono funzioni religiose e benedizioni, si predica l'ottavario e si accolgono i numerosi pellegrini che da soli o in comunità parrocchiali vengono a chiedere e pregare il Santo; esternamente la città è sempre illuminata a festa e i tradizionali tamburi diffondono in ogni dove il messaggio simbolico del Santo.

La seconda domenica dopo "l'alborata" e l'arrivo delle bande musicali una manifestazione particolare si svolge in ringraziamento a quanti ricevuto, ovvero, la "Sagra del grano" che è una processione offertoriale con la partecipazione dei devoti portatori, dei fedeli con gli ex voto, con prodotti della terra e lavori artigianali, seguiti da un corteo di "carretti siciliani", da muli e animali parati dalle bande e dai tamburi.

Le cerimonie religiose sono impreziosite dalla celebrazione della Santa Messa presieduta dall'Arcivescovo della Diocesi, a testimonianza della fede al Santo compatrono della città. Il Santo viene portato in processione intorno alle ore 13, per un percorso che è diverso da quello della prima domenica, ma lungo il quale una moltitudine di gente attende sotto il sole il passaggio del Santo con grande devozione.

La processione serale chiude i festeggiamenti ufficiali e dopo i rituali giucchi pirotecnici il iSanto ritorna in Chiesa.Una cosa è certa che la festa in onore di San Calogero resta una manifestazione di fede popolare d'intesa commozione ed unica nel suo genere.