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Lunedì 06 Feb 2012
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La Storia

Cenni storici. 
Nel 1573, scrive il La Rocca, ottantasei cittadini fecero richiesta al vescovo dell'epoca Oxeda di potersi costituire in Confraternita sotto il titolo di "S. Calogero".

Erano 9 ecclesiastici, fra i quali il "principe clerico Vincenzo Pitruzzella", 5 spettabili; 16 magnifici, 7 nobili, fra i quali un notar Gerlando de Mazara, 47 honorabili maestri e un certo Nardo Bonanno, ne onorabile ne maestro.

Quel vescovo concesse loro:
a) di potersi unire in confraternita;
b) di ampliare la chiesetta di S.Calogero;
c) di eleggersi un cappellano e di fabbricare a costui una casa accanto la chiesa;
d) di fare la festività di S.Calogero more solito;
e)  altre facoltà e indulgenze.

Poiché altri reverendi, spettabili, Magnifici, Nobili, maestri et Honorabili cittadini fecero istanza affinché fossero concesse loro le facoltà che ai primi, quel vescovo ordinava, iuxta stilum curiae, che le dette facoltà si dessero a tutti insieme.

Dopo la morte del vescovo (15 dic. 1573) il vicario generale don Giacomo di Sanfilippo, confermava e concedeva a tutti i postulanti indistintamente le facoltà di:
a) di ampliare la chiesetta di S. Calogero;
b) di eleggersi il cappellano; ma non si parla più di costituirsi in confraternita, per cui si saranno accontentati di ingrandire la chiesa.

Il 30 giugno del 1595 il vescovo Giovanni Orosco de Leyva de Coverruvias concedeva ad una rappresentanza di soli popolani di continuare l'opera della costruendo confraternita di S.Calogero con le seguenti facoltà:
a) di unirsi in confraternita sotto il titolo del detto santo;
b) di eleggersi il cappellano e di fabbricargli la casa;
c) di farsi i sacchi, i mantelli ed i sandali da portare nelle processioni e quante volte sarebbero andati per la città a far la colletta per la chiesa;
d) approvava i capitoli (o statuto) della confraternita e tutto quello che in essi si conteneva.

In forza di quanto ordinato essi potevano portare l'immagine di S.Calogero in processione per le vie cittadine purché avessero reso al vescovo conto esatto delle elemosine e del reddito della chiesa.

Da quanto sopra e possibile ipotizzare che la festa di S.Calogero si cominciò a celebrare in luglio, la prima domenica successiva alla concessione del vescovo.

La confraternita mantenne il suo carattere popolare sino alla seconda metà del secolo scorso e pare che vi prevalessero i lavoratori dell'argilla o stazzunara, allora tanto numerosi in città; ma nel 1873 vi furono ammessi anche molti civili, cioè membri dei ceti medi, non popolani, tra i quali don Gerlando Gramitto, don Giuseppe Caruso Lombardo, don Apelle Politi, figlio del pittore Raffaello.

Non sono molte le notizie che ci ricordano la nostra confraternita se non quelli riportati sugli annuari ecclesiastici della diocesi, in questi si intravedono fasi alterne con decadenze e rinascite tra le quali citiamo negli anni 1880 gli impulsi positivi che impressero alla confraternita Giuseppe Gallego e Giuseppe Caruso Lombardo e ancora nel 1902 si ricorda l'organizzazione guidata dal superiore Lombardo.

Successivamente poco si sa della confraternita e delle sue attività anche se la chiesa ed il culto del Santo sono stati sempre nei cuori del popolo agrigentino che gelosamente li ha conservati, alimentati e dimostrati nei momenti dei bisogni.

La confraternita dei giorni nostri

La volontà dell'attuale Rettore, Mons. Lucio Li Gregni, assieme a quella di alcuni fedeli devoti del Santo è quella di "rifondare" la confraternita di S.Calogero, è il 18 giugno 1994.

Si vuole, però, dare un'impronta nuova e adeguata ai tempi nostri e ci si mette di buona lena a preparare quanto occorra per far si che gli associati possano perseguire un impegno altamente responsabile e squisitamente ecclesiale: "La cura del Santuario e il culto di San Calogero.

Si prepara lo "Statuto" composto da 11 articoli e di un "Regolamento per l'elezione dell'Amministrazione" della Confraternita, il tutto stilato nello spirito dei Canoni, che compongono il Titolo V° del Codice di Diritto Canonico: "Le associazioni dei fedeli".

Il 19 febbraio 1995, come si legge nel "Verbale n. 9", l'assemblea dei 10 Confratelli fondatori della "Confraternita di San Calogero", presieduta dal Rettore del Santuario di San Calogero, Mons. Lucio Li Gregni, procedeva alla nomina, con mandato temporaneo e provvisorio, del Priore: nella persona del Sig. Lo Bello Salvatore; dei Consiglieri: Sig.ra Marchese Aida, Sig. Nocera Libertino, Sig. Zirretta Gaetano; Segretario: II Sig. Gibilaro Calogero; Tesoriere: II Sig. Farruggia Roberto.

Con le modalità previste dall'art. 3 dello Statuto provvisorio, vengono aperte le iscrizioni per i nuovi Confratelli e Consorelle.

Il 28 maggio 1996 con decreto dell'Ordinario Diocesano S. E. Mons. Carmelo Ferraro, cancelliere vescovile il Can. Gaetano Di Liberto, veniva approvato l'attuale Statuto.

L'avventura iniziata impegnerà tutte le Consorelle e i Confrati a conseguire una delle finalità
principali che consiste nell'equilibrio armonico tra quello che si celebra all'interno e quello che
si svolge all'esterno del Santuario, ovvero lo scopo che la pastorale calogeriana va perseguendo in questa Chiesa.